Dare spazio ai luoghi comuni: le ricette dell’abitare condiviso (ZUP a Experiment Days 2015)

 

Experiment Days, una delle più innovative fiere sull’abitare contemporaneo in Italia si è svolta a Milano nel week end del 7 e dell’8 novembre 2015. Ospiti dello spazio BASE (ex-Ansaldo) a Milano dentro collaborative week , dedicata alla sharing economy, che ha raggruppato seminari, laboratori, conferenze per parlare di casa, lavoro, comunità e piattaforme nell’era dell’economia collaborativa.

ZUP the recipe for change anche quest’anno ha partecipato al programma culturale di Experiment Days con tre appuntamenti: un seminario e due laboratori.

Potete leggere il report del seminario “Oltre l’assemblea” qui e qui. Adesso vi raccontiamo dei nostri laboratori, che anche quest’anno sono stati l’occasione per provare dal vivo cosa significa collaborare nella progettazione di uno spazio comune: abbiamo scelto due spazi molto sentiti, la cucina e il giardino o orto, e abbiamo simulato una situazione in cui sia necessario fare delle fasi di lavoro di coprogettazione insieme. Qui sotto trovate il racconto e le ricette dei due laboratori.

 

Come in una cucina: Lo ZUPlab dell’7 novembre

Abbiamo deciso di portare la partecipazione in una cucina di Valcucine di Fossati Interni, partner scelto per i valori della sostenibilità, del gusto, dell’attenzione per la qualità e per la salute, e per l’attenzione che mette nella progettazione.

Abbiamo discusso sui valori che compongono una cucina, la propria cucina, vissuta o ideale, secondo i partecipanti. E questi valori, sui quali abbiamo ragionato e operato delle scelte, sono stati poi tradotti in ingredienti e infine in ricette. Le ricette, composizioni di ingredienti, sono prima di tutto degli espedienti narrativi per descrivere come si vuole strutturare uno spazio condiviso.

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Questo è il principio di base di ZUP: è un laboratorio con una sequenza guidata di domande e azioni aperte, che stimolano a ragionare su aspetti molto semplici, dati spesso per scontati, e che se trascurati compongono delle basi fragili per comunità che si intendono collaborative.

 

Come in un giardino: Lo ZUPlab dell’8 novembre

Anche questo ZUPlab ha seguito un canovaccio plurisperimentato e con gli stessi strumenti e ingredienti ha portato a risultati interessanti.

Nel breve arco di tempo del laboratorio si è riusciti a condividere alcune idee e a fare un confronto sul metodo utilizzato. Perché fare ricette? Perché abbandonare il percorso logico-razionale, seppur per una fase del laboratorio e non per la sua totalità, e iniziare a ragionare per associazioni di gusti e sapori alle idee e ai valori?
Perché è importante  dare lo spazio a una condivisione più articolata e complessa, che metta in gioco anche altri elementi: il corpo, il gusto, il benessere, i desideri.

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Lo sforzo è di toccare con mano, dare concretezza ai valori ai quali ci ispiriamo quando pensiamo a uno spazio condiviso. È un modo per non dare scontato nulla, è uno strumento per ricordare a noi stessi e agli altri cosa davvero ci interessa in uno spazio, e cosa davvero intendiamo condividere di noi e delle nostre vite negli spazi condivisi.

ZUP rende questi passaggi molto intuitivi e giocosi: giocando però si impara a dirsi cosa non è trascurabile e cosa si vuole raggiungere nell’abitare collaborativo. Non poco per una semplice ricetta.

Il laboratorio ha permesso a tutti i partecipanti di capire come divertendosi si possa lavorare nella condivisione e nella costruzione di un progetto comune, utilizzando un approccio partecipativo fin dall’inizio, quando condividiamo i desideri e i valori, per fondare un percorso più solido e sostenibile.

E se siete più curiosi ecco qui il ricettario! Buona lettura.