Collaborazioni, fiducia, informale, replicabilità: i #6personaggi e la rete in Val Camonica

Il 29 febbraio si è svolto il terzo laboratorio in #ValleCamonica per continuare a progettare innovazione e consolidare una rete di operatori partendo dalle esperienze dei sei personaggi, un set di profili turistici con diverse funzioni e caratteristiche messo a punto in questi anni tra consulenza e formazione sui temi strategici.

La settimana scorsa ci eravamo lasciati con la carta d’identità, delle passioni, delle motivazioni di tre persone scelte dai diversi gruppi. Tre potenziali visitatori di Valle Camonica. Ognuno di loro con desideri ed esigenze particolari, e al contempo realistici: una trasferta dall’aeroporto più vicino all’albergo in tarda serata, l’accesso al wifi per condividere le esperienze della giornata prima di andare a dormire, un elenco di posti insoliti da visitare, una guida anti convenzionale, etc. Qualcuno li ha descritti come ‘clienti non facili’, aggiungendo che sono proprio quelli da cui si impara e grazie ai quali si migliora.

Partendo da qui nel terzo incontro il lavoro è stato incentrato sul definire e costruire la loro esperienza di viaggio, da quando immaginano di partire, scelgono la meta e prendono le prime informazioni, fino, dopo qualche giorno o settimana nella Valle, al loro ritorno a casa.

_NIK5010

Aggiungendo però anche un’esperienza vissuta in prima persona da Inge de Boer, collaboratrice di ZUP, di un weekend passato in valle per godere della natura, dei sentieri e del relax. Oltre ad esperienze molto positive (l’ospite che viene a prendere alla stazione, un negozio che apre durante l’ora di pranzo in una zona dove l’unico ristorante è chiuso per lavori) Inge porta in aula anche l’episodio, da lei vissuto, di non poter passare a piedi da un parco all’altro, pur volendo pagare il biglietto di tutt’e due i parchi. È un particolare interessante che ci permette di costruire l’esperienza di un personaggio, Alessandra, e alcune possibili soluzioni. In generale i diversi gruppi elaborano diverse soluzioni e parti di esperienza interessanti: si parla tanto di staffetta comunicativa, di coordinamento, di zaino sharing, di comunità accoglienti, di treni e di mobilità alternativa, di visite inconsuete, e di molto altro ancora.

Ne parliamo nel report che potete scaricare da questo link.

Sono tutti servizi che possono sostenere il lavoro sul consolidare una rete tra i diversi operatori per migliorare l’esperienza di visita.

Se dovessimo descrivere con alcune parole quanto emerge alla fine del laboratorio, quando vengono condivisi i punti positivi e i punti negativi dell’esperienza dei personaggi, dovremmo indicare: collaborazione, ossia quella capacità di fare dei passaggi di cooperazione, che parte dalla fiducia reciproca, probabilmente, e dal fatto di aver individuato degli obiettivi comuni, e non dei confini da difendere.

Inoltre bisogna ridare valore e costruire delle forme di replicabilità per esperienze che devono molto del loro successo a un dato ‘informale’: le informazioni che arrivano da persone conosciute lungo il viaggio, la raccolta di ricette di piatti mangiati nei locali, la comunicazione spontanea tra i diversi operatori, la necessità di avere maggiore possibilità di muoversi da un punto all’altro senza avere i propri mezzi. Sono questi servizi, per ora risolti in modo informale che possono essere registrati e diventare dei vademecum interni di lavoro anche per gli operatori.

Proprio intorno a questo punto (come rendere replicabile una buona pratica e come metterla in rete? Come fare determinate azioni in rete, in modo collaborativo?) lavoreremo durante il quarto incontro, che conclude questa prima parte del progetto #tesserelarete #sciogliereinodi per la Valcamonica. Intanto guardate le foto sulla nostra pagina facebook.