La prima colazione con ZUP

 

Il primo wake-up talk sull’abitare si è tenuto giovedì 5 maggio presso Cafè Gorille. Al tavolo una decina di partecipanti, tutti professionisti attivi nel settore dell’abitare, un buon caffè, biscotti fatti in casa e l’inizio dei nostri ragionamenti. Come è andata?

Il tema del primo incontro era l’innovazione incrementale e radicale. Abbiamo chiesto a Rossana Zaccaria, da poco nominata presidente di Legacoop nazionale, di iniziare con una visione generale, dal punto di vista del mondo cooperativo, sull’abitare e sulle sue trasformazioni, con un occhio al significato dell’innovare: viene tracciato un arco, dalla cooperativa edificatrice alla cooperativa di abitanti, e in mezzo si trova anche il boom demografico che ha avuto un risultato in un’edilizia ad alta obsolescenza (degli anni 70/80) ma anche la rigenerazione urbana dei giorni nostri (tema su quale ZUP sta lavorando), l’attenzione alla sostenibilità, ecologica ed economica, e il link con il prestito sociale e con la capacità di mantenere alcuni dei valori proprio del mondo cooperativo. La direzione è data, il prossimo passo prevede di introdurre alcuni indici legati al rating sociale, con metriche capaci di considerare il valore del vivere bene.

Mauro Moretti, project manager presso UniAbita e QLS (Quality Living Service), porta sul tavolo la sua esperienza. La sua prima osservazione è che non si deve solo innovare, ma si deve soprattutto rinnovare per poter rispondere alle esigenze attuali. Lui ci racconta alcuni esempi interessanti come l’offerta di alloggi, dove a cambiare è una delle caratteristiche principali: il tempo di permanenza. Seguendo i trend della sharing economy o dell’economia della condivisione, il progetto Casa Tua permette di abitare in base a bisogni nuovi: quelli di padri separati, o di professionisti in trasferta, o di studenti stranieri o delle forze dell’ordine. Tutti quelli che devono muoversi, per lavoro o per la vita, e a cui serve poter avere casa per un tempo limitato, con una serie di servizi legati.

Parte la discussione tra tutti (presto un report un po’ più esteso). Una delle tematiche ricorrenti è legata alla creazione e soprattutto al mantenere comunità, un tema che discuteremo con più calma durante la seconda wake-up talk. Si nota la necessità di pensare a soluzioni a lungo termine, per essere capaci di rispondere a esigenze che cambiano di anno in anno. Ma anche si vuole capire quale impatto l’innovazione ha sul quartiere, come si possono replicare i modelli conosciuti come innovativi sull’esistente (con attenzione al tema della sostenibilità economica e relazionale, nell’immediato e nel tempo), come si mantiene il patrimonio edilizio e relazionale, di fiducia e di qualità.

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Per chiudere questo primo incontro e per pensare al prossimo incontro, in programma per giovedì 19 maggio, a tutti viene chiesto di “portarsi via” una parola importante dell’incontro: rinnovare, misurare, resilienza, fiducia (due volte), gestione, resilienza, ripensare ai processi. E per noi di ZUP è grazie la parola importante, per il dono di un inizio di giornata speso a ragionare insieme a noi.

Per chi è curioso di saperne di più, andate sulla nostra pagina facebook dove abbiamo pubblicato alcune foto della mattinata.

PS: alla wake-up talk del 5 maggio erano presenti e hanno discusso con noi Rossana Zaccaria (Legacoop nazionale), Mauro Moretti (UniAbita), Raffaello Martini e Silvia Mele (Buonabitare), Paola Vitali (Ferruccio Degradi), Martina Valsesia (Fondazione Housing Sociale), Matilde Albertini e Maria Chiara Cela (DarCasa) e Francesco di Gregorio (Sunia). Il nostro grazie di cuore per la partecipazione!