Scrivere il futuro, fuori dal centro

 

“Bollate prima periferia Milanese, ex area rurale, grande bacino di accoglienza per nuovi cittadini lungo gli ultimi 60 anni, una biblioteca che funziona e che ha creato una piazza, un Urban Center che ha ferito una comunità e chiede di ripensarsi e di riutilizzare le energie dei “comitati contro”, a favore di una nuova progettualità cittadina.

Val Camonica, la valle dei segni. Una valle a tre tempi in provincia di Brescia, il tempo delle terme, il tempo delle acciaierie e del sito Unesco, il tempo dell’alta montagna e del turismo bianco. Si ridefinisce partendo dalle basi, l’arte preistorica, i segni di pietra, insieme al racconto mai nostalgico delle tradizioni.  Entrambi i territori lavorano sui finanziamenti, hanno competenze e funzionari esperti, alcune direzioni di policy chiare, un impianto strutturato di management e gestione strategica di sistema.

Serve “soltanto” attivare una rete e lavorare sul senso di fiducia. Insomma serve “soltanto” lavorare sulla partecipazione, ossia sulla presa di potere, di spazio di autodeterminazione, di responsabilità, che i diversi gruppi comunitari (operatori, cittadini, politici, abitanti, specialisti, giovani, etc.) possono ricoprire o esprimere. Nel “soltanto” ci sono tentativi e difficoltà di 5 mesi intensi di lavoro tra la valle e la prima periferia milanese, i luoghi marginali, di confine, ricchi di potenzialità e di differenze, di fatalismo e di desideri di innovazione.”

Di questo abbiamo discusso giovedì 15 nell’interessante sessione ‘A new community wave‘ del wis2016. Leggi l’intervento anche nell’albo del workshop, leggi la nostra presentazione e per maggiori informazioni segui il link o contattaci.